''Rompete i loro ranghi e travolgeteli senza pietà. Schiacciate i viventi e banchettate con il loro terrore.''
Le onde ghiacciate si infrangevano sulla tetra riva, rosse del sangue degli uomini che Hecarim aveva già fatto a pezzi. I mortali che doveva ancora uccidere stavano scappando sulla spiaggia presi dal terrore. Una pioggia nera li inzuppava e nuvole tempestose erano in arrivo dal cuore lamentoso dell’isola. Li sentì urlare uno all’altro. Le parole componevano un canto di guerra gutturale che non riconobbe, ma il significato gli era chiaro; pensavano davvero che sarebbero riusciti a sopravvivere abbastanza da raggiungere le loro navi. Sicuro, erano discretamente abili. Si muovevano all’unisono, gli scudi di legno incastrati uno all’altro. Ma erano mortali, e Hecarim assaporò il puzzo carnoso della loro paura.
La nebbia era calata velocemente, nascondendo il sole del pomeriggio dal crocevia. Jonath stava cercando di farsi strada tra i fitti strati nebbiosi, mentre il mondo intorno a lui veniva oscurato da un impenetrabile sudario. Delle forme cominciarono a premere sul tessuto della foschia, pronte a ghermirlo. Cose che lo braccavano da un altro luogo.
Le Mannaie avevano appeso la Gazza facendo passare una caviglia per impiombare arrugginita attraverso la mascella e l'avevano lasciato in balia degli sciacalli dei moli. Era il diciassettesimo omicidio di un membro di una gang a cui l'uomo incappucciato aveva assistito quella notte.
Godetevi questo video in riproduzione veloce e finalmente vi convincerete che Hecarim, l'ombra della guerra, non è semplicemente un cavallo delle ombre.