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OK, devo ammettere che sbattergli la porta in faccia è stata una reazione un po' eccessiva.
"Lulu" Cerco di parlare in modo calmo e rilassato, ma già sento le mani che mi sudano nei guanti da forno che ho ancora indosso. Non posso dimenticarmi la cena. Nel frattempo non mollo la presa sulla maniglia della porta. Lulu smette di ciondolare sovrappensiero nel corridoio e mi si avvicina. Faccio un altro respiro profondo prima di voltarmi verso di lei. "Sai per caso perché abbiamo alla porta i colleghi di Ahri?"
"Certo", risponde annuendo. Si impettisce e afferma: "Hai detto che era una riunione ob-bli-ga-to-ria del consiglio delle Guardiane Stellari."
Ci mancava solo questa. Istintivamente lascio andare la maniglia, mentre sento Lulu che fa una frizzante (ma molto seria) imitazione di me che scandisco le sillabe.
L'ho detto, certo.
Ma a Jinx.
Che non è ancora arrivata.
Lulu afferra la maniglia, con un sorriso a dir poco radioso. "Sono Guardiane Stellari, no?"
Annuisco intontita.
"Super", esclama, spalancando la porta.
Il trio è sull'uscio, dove l'ho lasciato, ma in posizioni diverse. Ez è nel bel mezzo di un discorso per cercare di calmare una Sarah Fortune ancor più infastidita.
No, non Sarah, penso subito. Sarah è per gli amici. L'ho scoperto sulla mia pelle con la nostra avventura all'aperto di quest'estate.
L'abituale sorrisino di Miss Fortune, intenta a scrivere furiosamente sul suo cellulare, è diventato una smorfia di rabbia. Dietro di lei c'è la ragazza silenziosa con i capelli verde menta, Soraka, con in mano una scatola proveniente dalla pasticceria di Pantheon. Mi guardano con gli occhi sbarrati, forse chiedendosi se sto per sbattere di nuovo la porta. Sento letteralmente il frinire dei grilli tra i cespugli.
Lulu si tuffa nel nostro silenzio imbarazzato e afferra Ezreal e Fortune per i polsi, trascinandoli dentro. Fortune è così sorpresa che la segue, lasciando quasi cadere il telefono. Ezreal mi passa accanto e mi lancia uno dei suoi sorrisini brevettati, e io sento il rossore che si fa largo sulle mie guance. Lo saluto timidamente con un guanto da forno.
Soraka si avvicina e mi sussurra nell'orecchio "girelle alla cannella", come se fosse una parola d'ordine da spie. Sorride, mi porge la scatola della pasticceria e raggiunge di corsa le altre.
"Benvenuti", dice Lulu dal salotto, al nostro "pigiama party delle Guardiane Stellari!"
Che imbarazzo.
Sento la lancetta dell'orologio in cucina scandire un altro minuto in cui siamo tutti stati silenziosamente a disagio. Ezreal è schiacciato sul divano tra Fortune (che ancora cincischia col suo telefono) e Soraka, che osserva in silenzio Lulu mangiando una girella. Janna e Poppy sono sedute sulle durissime sedie che Lulu ha recuperato dall'altra stanza. Lulu è china sopra il tavolino, intenta a piegare un pezzo di carta in un complicatissimo origami. Non ho la più pallida idea di cosa stia facendo, ma il suo dolce canticchiare è l'unico suono oltre a quello dell'orologio.
Io, invece, cammino nervosamente sulla moquette.
La prima a rompere il silenzio è Fortune. Smette di scrivere sul cellulare, si lascia sfuggire uno sbuffo disgustato e finalmente appoggia il telefono sulle gambe, facendo tintinnare i piccoli ciondoli a forma di pistola attaccati alla custodia. Si guarda in giro, analizzando per la prima volta tutti i dettagli della stanza, dalle tendine sbiadite al divano color beige. Non riesce a nascondere il suo malcontento. Mentre sprofonda nel cuscino, Ez si fa avanti.
"Li fate spesso?" chiede. "Questi raduni?"
Poppy e Janna lo fissano. Poppy non capisce perché Ez sia stato scelto come Guardiano. Io le dico sempre che la Prima Stella ci sceglie per un motivo ben preciso. Lei non è convinta, incrocia le braccia e continua a fissarlo.
"Sì, la tua squadra, no?" Chiede Janna. È calma, almeno all'apparenza, ma nella stanza si avverte una certa brezzolina, e il ventilatore non è certo acceso. Capisco chiaramente che i nostri ospiti innervosiscono anche lei.
"Ahri..." inizia a dire Ez, per poi girarsi verso Fortune. Fortune alza gli occhi al cielo, muovendo la sua frangia perfetta con un cenno della testa. "Beh", continua Ez. "Ahri preferisce stare in giro tra la gente. Non è una tipa che se ne sta a casa, e dice sempre che anche i problemi tendono a rimanerci."
Fantastico. Pensano che siamo delle casalinghe. Potrebbe andare peggio di così?
"È per questo che lei e Syndra non sono venute? Hanno qualcosa di meglio da fare?" chiede Poppy, tamburellando nervosamente col piede sulla sedia. Janna si irrigidisce al nome di Syndra.
Soraka interviene e prova a cambiare argomento. "La tua amica, quella con le lunghe trecce rosse..."
"Quella chiassosa", la interrompe Fortune. "Quella con il lanciarazzi."
"Sì, quella con le bombe di glitter", finisce Soraka. "Ci sarà stasera?"
"Jinx? Si fa sempre attendere, come le star." Guardo l'orologio. "Le piace fare il suo ingresso teatrale." Non faccio in tempo a finire la frase che la porta si apre, sbattendo rumorosamente. Sento il familiare suono di una borsa con dentro Shiro, Kuro e un mucchio di fuochi d'artificio che viene gettata per terra in corridoio.
"Luxina!" Campanellina! Nanerottola!" esordisce Jinx, con voce melodiosa. "Sono a casa!"
Jinx trotterella in soggiorno, mentre Lulu completa con aria di trionfo l'ultima piega del suo origami. Jinx si abbassa gli occhiali sulla punta del naso. Fuori è buio. È buio da un'ora abbondante. "Vedo che avete cominciato la festa senza di me." Jinx sorride, felice di avere tutti gli sguardi per sé, finché non vede Ez schiacciato in mezzo al divano.
"Ah, c'è anche lui", dice, perdendo entusiasmo come un palloncino che si sgonfia. Tira il fiocco sui capelli di Lulu e si concentra sullo strano arnese di carta nelle mani della giovane Guardiana. "Cos'hai lì, Lù?"
Lulu toglie le mani dalle pieghe della carta e abbraccia Jinx all'altezza del bacino. "Mi serve un altro numero."
Interrompo per un attimo la mia camminata nervosa e do un'occhiata all'oggetto a forma di stella fatto da Lulu. È un origami indovino. Uno di quei quadrati magici che non vedevo dai tempi delle elementari. I numeri sulle ali rivelano quante volte l'indovino dovrà aprirsi e chiudersi, mentre l'ultimo numero scelto rivela una sorta di destino misterioso. Le mie predizioni finivano sempre in tragedia. Forse perché ho sempre giocato con Jinx.
"Quattro", dico. Forse questa storia dell'indovino di Lulu non andrà troppo per le lunghe.
"Dodici", dice Jinx.
"Duecentoquarantasei", dice Fortune. Il suo ghigno soddisfatto è tornato.
"E duecentoquarantasei sia." Lulu sorride a Fortune e prende una penna dal tavolino, scrivendo il numero su una delle ali. Si siede ai piedi di Soraka e le offre l'indovino di carta, incoraggiandola a scegliere un numero per dare il via al gioco.
"Vi fate anche le trecce a vicenda?" chiede Fortune, guardando Lulu e Soraka, le parole cariche di sarcasmo.
"No..." dico io.
"Ogni tanto", dice Poppy nello stesso istante, affrettandosi a difendere l'ignara Lulu. Janna annuisce entusiasta.
Ugh. Non ce la fanno proprio a darsi un tono?
"Cioè, intendo, no, non sempre. Non passiamo le giornate a farci le trecce", balbetto. "Cioè, parliamo di cose della squadra. Robe importanti delle Guardiane Stellari." Do un colpetto di tosse. "Sai, tipo salvare l'universo."
"E farci le trecce", aggiunge Poppy.
Fortune alza gli occhi al cielo e si rituffa nel cellulare.
"Perché non saltiamo i soliti giochetti da pigiama party e non parliamo delle questioni serie delle Guardiane Stellari?" propongo.
"Che barba!" risponde Jinx, guardando Lulu che apre e chiude lentamente il suo indovino per Soraka. "Perché non facciamo un gioco più veloce e con più conseguenze?" Sento il click di Shiro e Kuro che si svegliano.
Ezreal batte le mani e se le strofina con entusiasmo. "Mi sembra pericoloso. Ci sto!"
"Ottimo. Cominciamo." Jinx sorride, poi punta subito Ez. "Obbligo. O. Verità. È vero che hai intenti romantici con la nostra Luxanna?"
"Jinx!" urlo.
Ez rimane a bocca aperta come un pesce spiaggiato. Non era pronto a questo tipo di gioco.
"Verità", urla Janna, spegnendo la tensione come un soffio su una candela. Tutti si girano di scatto verso di lei.
"Ez deve rispondere", dice Jinx, guardando un Ez che si fa sempre più rosso in viso.
"Chi si offre volontario sta sotto per primo", dice Poppy. "È la regola."
"E va bene", dice Jinx, visibilmente delusa. "È vero che sei più vecchia del martello di Poppy?"
Lo sguardo di Janna passa da Jinx a Poppy. Jinx è tutta contenta di aver lasciato Janna senza parole, mentre Poppy accarezza distratta il manico del martello appoggiato alla sua sedia. Lo sguardo di Janna si posa per un attimo su Soraka, poi passa oltre. "Falso."
Poppy guarda il suo martello con rinnovato stupore e rispetto.
"Davvero?" Jinx alza un sopracciglio, perplessa. "Ma è vero che il martello della Nanerottola ha più personalità, giusto?"
"Non puoi fare un'altra domanda, Jinx." le fa notare Poppy. "Tocca a Janna fare una domanda. Sono le regole. Janna, forza, chi vuoi scegliere?"
"Soraka", risponde Janna con gentilezza. "Obbligo o verità?"
Soraka sta mangiando una girella alla cannella, guardando attentamente Lulu che apre e chiude il suo indovino di carta, contando sottovoce. Shisa è sulla spalla di Soraka e tiene d'occhio la situazione con sguardo concentrato, confusa da quel che sta facendo Lulu, ma al tempo stesso determinata a fare in modo che riesca a farlo con la massima efficienza. Senza saltare un numero, con somma soddisfazione di Shisa, Lulu dà una gomitata a Soraka, facendole notare che è stata chiamata nel gioco.
"Sì", risponde Soraka con un sorriso distratto. "Sono io."
"Obbligo o verità?" ripete Poppy, prendendo con estrema serietà il suo ruolo di arbitro.
"Uh, verità", risponde Soraka.
Janna ci pensa un attimo. "Cosa ricordi di..."
"Beh", parte Soraka, felice di essere stata inclusa nel gioco. "Io ed Ezreal siamo andati da Pantheon, prima. Io ho preso una girella alla cannella, lui ha bevuto un caffè freddo, senza latte perché il suo pancino non digerisce i latticini..."
Poppy scuote vigorosamente la testa. "Janna, dev'essere una domanda a cui si può rispondere vero o falso."
Soraka si mette comoda sul divano, con sguardo attento, in attesa. Zefiro arriva in volo dalla sala da pranzo e si acciambella sulle gambe di Janna. Janna accarezza il suo amico, mentre una lieve brezza agita il suo pelo.
"Soraka." La voce di Janna è bassa e calma, quasi come un sussurro. "È vero che ti ricordi di quando la Prima Luce era una cosa sola?"
"Oh, sì." Soraka annuisce con tutto il corpo. "Cioè, vero."
La stanza sprofonda nel silenzio. Si guarda intorno. La stiamo tutti guardando. Jinx non si ricorda cos'ha mangiato per pranzo. Persino Poppy e Lulu si ricordano solo di com'era quando sono state chiamate. Ho chiesto a Janna della Prima Luce e della sua guida, ma persino i suoi ricordi sono frammentari e confusi.
"Un momento... voi non ve lo ricordate?" La voce di Soraka vacilla. "Ma..."
"Devi scegliere una persona a cui fare una domanda, Soraka", interviene Poppy, ricordandole le regole del gioco. "E quella persona deve scegliere obbligo o..."
"Lo sappiamo, piccoletta", salta su Jinx, cambiando argomento, senza lasciare a me e Janna il tempo di fare altre domande sui ricordi di Soraka. Dovrò trovare un attimo per parlarne con calma.
"Tocca a me scegliere. OK. Uhm..." Soraka si morde il labbro e poi si gira verso Ezreal. "Ez. Scelgo Ez!"
"Non vale. Volevo sceglierlo io, Ez", dice Jinx accigliata.
Poppy scuote la testa. "Hai già avuto il tuo turno."
"Ragazze, calma. Ho abbastanza avventure per tutte." Ez si mette le mani dietro la testa e si mette comodo sul divano. Fortune prende uno dei cuscini appoggiati sul divano, lo sprimaccia per bene e lo dà in pancia a Ezreal, lasciando senza fiato il nostro valoroso avventuriero. Nascondo una risatina con i guanti da forno, che non mi sono ancora tolta.
Ez arrossisce e cerca di ridarsi un contegno.
"Obbligo", dice con voce soffocata. "Scelgo obbligo."
"Ti sfido a..." dice Soraka, fermandosi tra una parola e l'altra, guardando Poppy per capire se sta facendo tutto secondo le regole. Poppy annuisce. Ez attende. "Ti sfido a fare quella cosa che sai fare tu."
Ez fa spallucce, non avendo idea di cosa intenda Soraka.
"Sì, dai, quella cosa che fai tu. Con Yuuto", aggiunge Soraka, battendo le mani. "E la cosa del portale."
"Ah, sì. OK. Non c'è problema." Ez infila una mano nello zaino e tocca il blu acceso del suo emblema da Guardiano. "Ehi, amico, sveglia. Si va in scena."
"Portali? I portali mi sembrano una cosa pericolosa." dice Poppy, mentre un famiglio dalle ali bianche appare nella stanza. Spicca un salto e apre le ali, aprendo due occhi blu come quelli di Ezreal.
"I portali sono pericolosi. Molto pericolosi. Ma per vostra fortuna ci sono io. E questo non è esattamente un portale. Tecnicamente è una scorciatoia per un'altra dimensione." Ez lancia un sorrisino a Poppy e inizia a guardarsi intorno, adocchiando un piccolo fermalibri di ceramica nera e una piantina in vaso. "Allora, Soraka, dici che quel fermalibri può andare per una piccola dimostrazione di magia arcana?"
Soraka scuote la testa, arricciando il naso. Tra un verso e l'altro di Yuuto, sento Lulu che conta a bassa voce, concentratissima.
"Duecentoquarantaquattro. Duecentoquarantacinque. Duecentoquarantasei!" annuncia trionfante. "Ho finito, Soraka." Lulu agita l'origami indovino che ha in mano.
"L'indovino!" Soraka si lascia sfuggire una risatina. "Quasi dimenticavo."
"Vai con l'indovino!" dice Ez. "Yuuto, forza. Mostriamo ciò di cui siamo capaci."
Yuuto spicca il volo e si gira verso Ez. Sembra quasi che stia per schiantarsi contro di lui, ma all'ultimo secondo Ez e Yuuto si uniscono. Ora Ez ha due meravigliose ali di piume bianche che sembrano quasi riempire la stanza. Un istante dopo scompare in un portale tremolante e riappare sopra Lulu. Le prende l'indovino di carta dalle mani.
"Lo prendo in prestito per un attimo", dice, e un istante dopo riappare sul divano, comodamente seduto tra i cuscini, senza ali, con Yuuto che fa le fusa, felice. Apre l'ala dell'origami e legge ad alta voce. "L'opportunità non può bussare, se non costruisci una porta. Uh. Mi piace, Lulu."
Poppy sbuffa. "L'ha copiato dai biscotti della fortuna dell'altra sera."
"Non è la sua sorte", dice Lulu. Indica l'ala più a destra. "È quella dopo."
Ez apre la seconda ala e la legge al gruppo. "Solo nell'oscurità si può realmente brillare."
"Me l'ha detto la Prima Stella", dice Lulu.
"La Prima Stella ti parla?" Fortune la guarda stupita. "Ancora?"
"Sì", risponde Lulu con un sorriso pacato. "Ezreal, quando apri un portale così, dove hai detto che vai?"
"Uh, oh", sussurra Ezreal.
"Cosa vuol dire "uh, oh", genio?" Jinx si sporge verso Ez, che non riesce a tenere in mano l'origami.
"Forse dobbiamo liberarci di questo coso." Ez fa un sorriso poco convinto. "Tipo subito."
Prima che qualcuno possa ascoltare il suo suggerimento, l'indovino di carta si libera dalle mani di Ez, per poi volare nella stanza come una foglia impazzita. Si sente un lamento acuto, che si fa sempre più forte. Sembra che venga dall'origami.
La carta si piega e si apre una decina di volte, liberando una piccola creatura luminosa piccola e tozza, nera e verde. Tutti si alzano.
"Hai appena portato un demonietto interdimensionale nel salotto di Lux, con il tuo portale che non è un portale?" chiede Jinx, osservando il mostriciattolo indisciplinato che nel frattempo è saltato dal divano alla moquette.
"Temo di sì", dice Ez. "Non ci sono istruzioni chiare sulla magia arcana."
"Ottimo", dice Jinx.
Ez mi guarda, mimando con la bocca la parola scusa.
"Mi è successo solo una volta", spiega.
Fortune gli dà una gomitata.
"OK", si corregge Ez. "Forse mi è successo più di una volta. Tipo sei o sette volte, ma non è niente di che."
La creaturina salta sul tavolino. Io vedo solo il martello di Poppy che si muove per caricare un colpo. Sento lo schianto sul legno e il tavolino va in frantumi. Addio tavolino. La forma oscura schiva il colpo senza problemi.
Janna si alza e solleva le braccia in direzione della creatura. Si crea un vento che sposta le schegge del tavolino e agita le pagine di uno dei libri che c'erano appoggiati sopra.
"Ci penso io, Janna." Jinx è di ritorno dal corridoio, seguita da Shiro e Kuro.
"No", risponde Fortune. Mi giro e vedo una delle bianche pistole di Fortune puntate all'altezza del mio viso.
"Ehi, Sarah. Vacci piano. Siamo un po' troppo vicini, no?" Ez cerca di avvicinarsi a lei per spostarle la mira dal bersaglio. Mi sento il cuore in gola e sono praticamente foderata di adrenalina. Era il suo piano sin dall'inizio. La mia fortuna è finita. Mi ucciderà.
"Fortune..."
Le parole fanno a malapena in tempo a uscirmi dalle labbra, quando sento il rumore del grilletto.
"È ora di salutarci", dice lei. Sento un forte scoppio, come quello di un palloncino. Porto le mani al naso e agli occhi, per controllare che sia tutto intatto e al posto giusto. Un istante dopo il demone è sparito e l'origami esplode in una pioggia di coriandoli. Sembra che stia nevicando nella mia stanza. Lulu ovviamente sta ballando sotto la finta neve.
"Ora sì che è una festa", esclama. Shiro e Kuro giocano tra quel che rimane del tavolino, mentre Shisa è infastidita dal loro amore per la distruzione.
Purtroppo, il mio sollievo dura poco. All'improvviso suona un allarme e dalla cucina esce un fitto fumo nero.
"Sento puzza di bruciato", dice Jinx.
Oh, no. La cena.
In cucina l'aria si taglia col coltello. Quella che era la cena per la squadra ora non è altro che carbone poggiato su un foglio d'alluminio. Tossisco e agito i guanti da forno, cercando di scacciare il fumo. Apro la finestra e lascio entrare la fredda aria dell'autunno. L'allarme finalmente si spegne.
Ho le lacrime agli occhi. Mi dico che è per colpa del fumo e del forno, ma sotto sotto so che è per colpa di quello che sta succedendo in salotto.
"È tutto rovinato." La mia voce ha un suono così patetico che me ne rendo conto pure io.
Sento dei passi venire verso di me. Saranno Janna o Ez; devono esser venuti a offrirmi un po' di conforto. Mi asciugo gli occhi, e quando mi giro trovo una sorpresa.
È Fortune.
"Beh, direi che non si può mangiare", dice.
Annuisco. "Direi proprio di no."
Il telefono di Fortune vibra per un messaggio. Sarà Ahri che le dice cosa stanno facendo le Guardiane più popolari.
"Suppongo non sia la tua idea di un venerdì sera perfetto", dico.
Cerco di staccare i pezzi di cena bruciata dal foglio di stagnola. "Mi spiace che Lulu ti abbia trascinato qui. La cena è rovinata. La festa pure. Se te ne vuoi andare, posso capire. Qui ci arrangiamo noi."
Ugh. Parlo troppo. Perché non riesco a smettere di parlarle? Faccio un respiro profondo e ricomincio da capo.
"Fortune..."
"Sarah", mi interrompe lei. "Puoi chiamarmi Sarah."
"Credevo che Sarah fosse per le amiche", rispondo.
Il telefono di Fortune vibra di nuovo. Invece di guardarlo, se lo rimette in tasca. "Sono venuta a chiederti scusa. Ti ho vista un po' tesa, prima."
"Sei mai stata dall'altro lato di una delle tue pistole?"
"No, suppongo di no", dice ridendo. Poi si fa seria. "Devi capire che non farei mai del male a una Guardiana. Mai e poi mai."
Annuisco. C'è altro, nella sua dichiarazione. Un dolore che non riesce a nascondere.
"So che Ez è un casinista, a volte fa così, ma ti dispiace se rimaniamo qui? Soraka sarebbe contenta anche solo di cenare a girelle, ma Ez ha ordinato qualche pizza per scusarsi dell'incidente col portale. Ma se vuoi che ce ne andiamo, ti capisco..."
Alzo una mano, ancora coperta dal guanto da forno. Ora è Sarah che parla troppo.
"Come, vuoi restare?"
Sarah apre la bocca, ma viene interrotta da una Lulu al settimo cielo che saltella in giro per la cucina, perdendo in giro fiocchi di tessuto colorato. Lancia due pezzi di flanella bianca ritagliata nelle mani mie e di Sarah.
"Sono per voi", dice, per poi correre fuori dalla cucina.
"Lulu, tesoro", dico io, cercando di fermarla. "Cosa sono?"
Sarah esamina l'opera di Lulu.
"Hai ragione", dice con un sorriso. "Solitamente ho modi diversi per passare i venerdì, ma questa storia del pigiama party non è poi così male."
"Davvero?"
"Sì, dai." Il suo sorriso è ancora più birichino del solito. "E poi ho sempre voluto vedere come starebbe Ezreal con le treccine."